Le pellicce sono cruelty-free. Tendenze

Qualcosa sta veramente cambiando se, come pare, da Buckingham Palace è arrivata conferma che anche la Regina Elisabetta II da quest’anno indosserà soltanto pellicce ecologiche.

Fatta eccezione per l’ermellino nelle occasioni ufficiali, of course. E applausi anche alla California che dal 12 Ottobre 2019 ha bandito per sempre le pellicce vere dai confini dello Stato.

In Europa sono già 18 tra paesi e regioni che hanno eliminato o stanno gradualmente eliminando gli allevamenti e penalizzando la cattura e uccisione di animali da pelliccia.

In Italia sopravvivono invece tuttora una ventina di allevamenti di visoni. Qui oltre 200.000 esemplari ogni anno trovano una morte lenta e dolorosa in speciali camere a gas. Questi animali, originariamente selvatici, vengono reclusi in gabbie anguste, dove impazziscono dando luogo a comportamenti stereotipati: secondo la LAV “saltano per ore senza tregua all’interno della gabbia, hanno paura dell’uomo, diventano aggressivi e si infliggono gravi lesioni (come la mutilazione di orecchie e coda), graffiano, mordono e scavano la gabbia, inseguono la propria coda in circolo”.

La buona notizia è che sempre più stilisti stanno rinunciando alle pellicce vere (dopo Calvin Klein e Stella McCartney, altri si sono già dichiarati fur free, tra cui Armani, Gucci, Gaultier, Furla, Versace, Jimmy Choo) e che la moda autunno/inverno 2019/2020 mette in assoluto risalto le pellicce ecologiche.

Quali sono le tendenze moda?

Si gioca sui colori e addirittura le righe per le faux fur divertenti e glamour, si imitano i cerbiatti con le ironiche pellicce effetto Bamby, e la pelliccia effetto lupo non suscita né paura né sensi di colpa, ma solo quel tanto di fascino un po’ selvaggio. Non mancano i classici leopardati e animalier – c’è addirittura chi si ispira a Crudelia Demon – , ma anche i rassicuranti bianchi Polo Nord, e le stampe anni ’70 con cui osare e giocare.

A parte le fantasie e i modelli sempre declinabili all’infinito, sono i tessuti i veri protagonisti. Ricordate le prime pellicce sintetiche, rigide e effetto plastica sotto le dita? I tessuti realizzati oggi non hanno niente a che vedere con i prototipi, cui siamo pur sempre grate per aver dato il via alla moda cruelty free. La ricerca, la cura dei materiali e la tecnologia hanno permesso di realizzare delle pellicce ultrasoft, incantevoli al tatto e che niente hanno da invidiare alle loro antenate animali.

Segno che, se la moda è etica, è ancora più bella.

A cura di: Brunella Bittini